Leggere parole di madre in Lalla Romano

Elisa Rocca, Université Paris 3, Sorbonne Nouvelle

L’articolo intende prendere in esame la difficoltà di conciliare lo status di donna, di scrittrice e di intellettuale con il ruolo e la condizione di madr e e lo spirito di sacrificio e abnegazione che tradizionalmente si attribuiscono alla figura ma terna, sulla base di un corpus di testi della scrittrice italiana Lalla Romano (1906-2001). In particolare, attraverso l’analisi di La penombra che abbiamo attraversato (1964), L’ospite (1973) e soprattutto Le parole tra noi leggère (1969), l’articolo si pone l’obiettivo di mettere in luce il tema della madre e della maternità e le molteplici declinazioni al suo interno: il rapporto, legato alla scrittura e all’arte, dell’autrice con la propria madre in La penombra che abbiamo attraversato , l’essere madre e il rapporto madre-figlio tematizzato in Le parole tra noi leggère e vissuto dalla narratrice in una situazio ne di dissidio che va di pari passo con il tema della difficoltà di educare un figlio (che richiama anche una allora recente rivoluzione sociale, ovvero il passaggio dall’educazione cosidd etta repressiva a una più permissiva), il legame con il nipote, cui viene riservato – nella reinvenzione letteraria de L’ospite – un attaccamento equivalente a quello materno. La lettura critica di tale insieme di testi della scrittrice piemontese ha lo scopo di individuare e analizzare il rapporto esistente tra la maternità, la creatività, la scrittura, la soggettività e l’identità femminile dell’autrice, alla luce delle relazioni (talvolta conflittuali e ambivalenti) con il figlio e il nipote, e delle parole scelte per indagare il mistero della maternità, per tentare di leggere, attraverso la scrittura, le parole dette e quelle non dette.

Parole Chiave: Lalla Romano, maternità, identità femminile, linguaggio, scrittura delle donne

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